Consigliato da...
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| Giovanni Di Luca |
Santina Gervasi, ..e volevo essere Maestra , edizioni Noitre, Montecorvino R., 2007
"Tutto arriva per chi sa aspettare", recita un vecchio adagio riportato su un quadrato di ceramica appeso ad una parete dell'ingresso di casa mia; e si vede una persona anziana, con la barba bianca, lunga, che attende, fiduciosa, l'arrivo del.pulman!".
Sono le parole di apertura del libro di Santina Gervasi, maestra, d'altri tempi, ma sempre attuale, perché "sarà l'incontro quotidiano coi suoi bambini, quel percorso da compiere insieme verso la conoscenza e la piena affermazione dell'identità di ciascuno di loro" a renderla tale.
Ma qual è l'immagine ideale dell'insegnante dei nostri tempi? Secondo genitori, ispettori, autorità scolastiche, da un'indagine effettuata, alla fine degli anni '90 , dalla Fondazione Johann Jacobs per conto del Dipartimento istruzione e cultura del Canton Ticino, tre sono le dimensioni importanti che formano il buon docente: 1) l'atteggiamento verso i bambini: l'insegnante ideale sa ascoltare i bambini, è paziente, comprensivo, disponibile, deve rappresentare un punto di riferimento, un esempio (visione condivisa da buona parte degli insegnanti che danno particolare importanza alla relazione con i bambini); 2) le conoscenze professionali, l'atteggiamento verso le innovazioni e la professione; 3) la disponibilità a collaborare con colleghi, famiglie, autorità .
La routine delle giornate passate a scuola rappresenta il problema maggiormente avvertito dai docenti con il passare degli anni: mantenere una certa voglia di fare, una vivacità e una motivazione che permettano di evitare la ripetizione degli stessi programmi non è sempre facile. E sono proprio queste le caratteristiche dell'"essere maestra", che Santina Gervasi ha saputo mantenere nella sua lunga carriera a contatto con i bambini e quando afferma, alla fine del libro: "io ho molto gioito del mio lavoro! I bambini hanno dato significato e felicità alla mia vita professionale" sembra rivolgersi alle "nuove leve", prese dal vortice delle innovazioni frenetiche della vita moderna, consigliando loro di "essere (soprattutto) maestre". |
| Giovanni Di Luca |
G.Domenici- F.Frabboni (a cura di), Indicazioni per il Curricolo (Scuola dell’Infanzia, primaria e secondaria di primo grado), Edizioni Erickson, Trento 2007. Il curricolo descrive l’intero percorso formativo che uno studente compie nella scuola dell’infanzia e nelle scuole del primo ciclo, in cui si intrecciano e si fondono processi cognitivi, relazionali, organizzativi. Viene predisposto dalla scuola all’interno del piano dell’Offerta Formativa, mediante le scelte rese possibili dall’autonomia, nel rispetto delle finalità, dei traguardi di competenza e degli obiettivi di apprendimento posti dalle indicazioni ministeriali.
Questo libro presenta e commenta le Indicazioni per il curricolo 2007, un po’ di parte, a dire il vero. Infatti, non mette l’accento su alccni punti critici delle nuove Indicazioni e che stanno emergendo dal dibattito in corso in vista di eventuali modifiche al testo presentato agli inizi di settembre 2007.
Ci sembra, ad es., che si confonde “l’essenziale” con il “basilare” (importanza dell’inglese e di internet), si definisce in modo troppo generico la “comunità scolastica”, sarebbe necessario definire meglio il concetto di competenza, anche in relazione ai risultati del processo formativo sul piano cognitivo e culturale, il curricolo va definito anche alla luce del nuovo obbligo scolastico e quindi necessità di elementi di collegamento con il nuovo biennio unitario, accentuare l’attenzione sull scuola dell’infanzia, armonizzare meglio il primo con il secondo ciclo, definire l’importanza dell’autonomia.
E ancora, nelle indicazioni mancano riferimenti precisi al maggiori documenti prodotti dalla Comunità Europea (Libri Bianchi ecc.) in materia di istruzione e formazione, è assente un qualsiasi riferimento ad un sistema di reclutamento e formazione in servizio del personale docente, non sono individuati con chiarezza quali sono gli obiettivi generali del processo formativo, gli obiettivi specifici di apprendimento e le attività che costituiscono la quota nazionale dei curricula, è riportato un elenco prolisso di prestazioni che l’alunno deve saper fornire al termine di ogni gradino scolasico. |
| Giovanni Di Luca |
AA.VV, From Nurseries to History. A Light Approach to English civilization through nursery rhymes and oral tradition, Palladio ed., Salerno 2006.
How many times have you recited Humpty Dumpty and wondered what it was really about? Nursery rhymes were not originally written for the purpose or teaching or entertaining children. They were used to satirize the famous and "noble". By reading them, you will discover the origins of some of the most common rhymes and their original characters. A bard dare not openly and obviously satirize his King and Queen, as this would lead to certain imprisonment and probably death. So to avoid this, they wrote rhymes to tale the tales and used "nicknames" for the characters they were portraying. Due to the ambiguous nature of these rhymes there are sometimes many ideas as to their original subject. In some cases these rhymes could plausibly refer to many figures throughout history. Due to the nature of these rhymes and the periods in which they were created, their origins may never be known as some were not put to paper till long after their creation. You may also find that the words for the rhymes given here are not the same as the words you yourself may already know. This is due to most rhymes being passed on by word of mouth and the many versions that ensued..
The simple nursery rhyme is one of England 's most enduring forms of oral culture.
Although we often take these funny little ditties for granted, some of them have been about for a very long time and generally date from around the 17th century or even earlier. The origins of these amusing verses, usually recited by children, vary enormously - some can be traced back to ancient riddles and others to singing games. However, a great many appear to have come from printed ballads and song books (genres which were fully established by 1700), while others can be found in plays or folk songs.
There has always been considerable debate over whether these rhymes were concerned with actual historical events and personalities, but it is almost impossible to prove one way or another in individual cases - and there is always a risk of over-interpretation. A good example is John Bettenden Ker's analysis of nursery rhymes: An Essay on the Archaeology of Popular English Phrases and Nursery Rhymes , which was published in three volumes between 1834 and 1840. According to one modern critic it was, "probably the most extraordinary example of misdirected labour in the history of English letters which has given delight to students of mania ever since." |
| Raffaela Ferrante |
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Addon, edito da Einaudi, è una mia lettura di alcuni anni fa che ho "rispolverato" con piacere. Il titolo è insolito e non lascia immaginare davvero il particolare contenuto del racconto. Lo stile narrativo rende la lettura piacevolmente scorrevole a fronte dell'argomento, (inusuale per un romanzo, trattato di solito dagli "addetti ai lavori") la sindrome di Asperger, una forma di autismo definita "ad alto funzionamento" poiché le persone che ne sono affette, secondo il grado in cui ne sono colpite, hanno difficoltà o non riescono a cogliere le espressioni non-verbali di comunicazione interpersonale e i relativi messaggi impliciti, la memoria è centrata sulle immagini e sui dettagli ed ancora altre particolarità causa di disagio, ma presentano anche livelli di eccellenza in un particolare campo (scientifico, logico-matematico, linguistico, tecnologico, informatico, ecc.) nel quale riversano intensa attenzione.
Christopher Boone, ragazzo quindicenne, protagonista e voce narrante, soffre della suddetta sindrome di Asperger per la quale manifesta alcuni disturbi del comportamento: non sopporta di essere abbracciato o semplicemente toccato, odia il giallo ed il marrone, ama il rosso ed ha difficoltà nel comprendere gli altri esseri umani.. La sindrome gli attribuisce, però, anche straordinarie capacità logico-matematiche. Nel libro, infatti, sono riportati alcuni quesiti matematici famosi. La vera "bellezza" di questo libro sta nel fatto che quando lo si legge, si pensa che sia stato davvero scritto da un ragazzo con sindrome di Asperger e si è catturati dal racconto e dall'avvicendarsi degli eventi. Buona lettura! |
| Arianna Pisapia |
Grenouille , il protagonista de 'Il Profumo' di Suskind , Casa Editrice Longanesi era in grado di sentire odori finissimi, di scinderli nelle loro componenti e ricomporli in diverse forme. Si divertiva a ricreare gli odori di tutte le cose che annusava, l'odore della terra, dei sassi, della rugiada sull'erba al mattino, di una strada di città sotto al sole, o quello di una ragazza che sta per diventare donna.
A volte, quando cerco le parole per chiudere in poche righe quello che sento o che ho voglia di dire in quel momento, faccio come Grenouille, cerco di mettere in una bottiglia un odore particolare, fatto delle giuste quantità di quella o quell'altra sostanza. Non altre. Poi chiudo il tappo e ci metto un'etichetta. Non c'è nulla come un odore che mi faccia rivivere una sensazione in maniera precisa. I miei ricordi sono tutti legati agli odori. Quello che spero quando scrivo è di poter imbottigliare per bene quel profumo intenso, specifico, e mai uguale che hanno i pensieri, per riaverli tali e quali a com'erano ogni volta che aprirò la boccetta
Un libro intenso e straordinario, proprio come un... profumo. |
| Emilia Polizzi |
Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel editore Garzanti
Un libro originalissimo, ricco di sensazioni di tutti i tipi ... mentre lo leggevo riuscivo ad immaginare gli odori e i profumi che fanno da sfondo alla trama, ma che diventano anche protagonisti indiscussi di tutto il libro!
Sostanzialmente è un libro di ricette abbinato ad una storia d'amore difficile e sofferta. Il cibo regola la vita dei personaggi; il cibo apre ogni capitolo di questo affascinante racconto: cibo mai comune legato alle tradizioni, agli usi e costumi del Messico dell’inizio 1900, cibo piccante, cibo inebriante, cibo che trasmette le emozioni di chi lo prepara, di chi ha la facoltà di manipolare gli ingredienti.
Una storia d’amore difficile, a tratti impossibile, ripercorsa attraverso le ricette più varie, frutta, cacao, selvaggina, ma anche lacrime, passioni, erotismo, privazioni e dolori.
Un romanzo non impegnativo che vede al centro della sua trama una donna costretta dalla madre, e dalle leggi non scritte del tempo, ad accudirla senza possibilità di godere del proprio amore per l’uomo della sua vita che invece verrà sposato dalla sorella, ma tutto quello che sembra lineare alla fine non lo è e tra tradimenti, figli e storie nascoste nei cassetti più segreti, ci viene presentato un quadro sia storico sia emotivo del Messico e della sua gente.
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