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II Circolo Nocera Superiore

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L'uomo del gelo e il messaggero della primavera

L'Uomo del Gelo stava seduto nel suo wigwam (tipica abitazione dei pellerossa, era costruita disponendo pelli o cortecce su un telaio di rami intrecciati) di corteccia di betulla accanto a un ruscello ghiacciato. Il suo fuoco era quasi spento. L'Uomo era molto vecchio e molto triste e i suoi capelli erano lunghi e bianchi.Si sentiva solo, e giorno dopo giorno non udiva altro che gli urli delle bufere invernali che spargevano neve dappertutto.
Un giorno, mentre il suo fuoco si consumava nell'ultima brace arancione, l'Uomo del Gelo vide un giovane avvicinarsi al suo wigwam. Il ragazzo aveva le guance rosse, gli occhi lustri di piacere e sorrideva. Il suo passo era lieve e rapido. Intorno al capo portava una corona d'erba dolce e in mano aveva un mazzo di fiori.
- Vieni dentro, vieni dentro - lo invitò l'Uomo del Gelo.
- Sono lieto di vederti. Dimmi perchè sei qui - .
- Sono un messagero - rispose il giovane.
- Ah, allora ti parlerò dei miei poteri - disse l'Uomo del Gelo - delle meraviglie che so operare. E tu farai altrettanto -
Dal suo involto delle magie il Vecchio trasse una pipa splendidamente intagliata e la riempì di foglie aromatiche. L'accese con uno degli ultimi tizzoni del fuoco morente, soffiò fumo nelle quattro direzioni e quindi porse la pipa al giovane straniero.
Dopo che la cerimonia della pipa fu conclusa, l'Uomo del Gelo disse:
- Quando soffio il mio fiato, i ruscelli si fermano e l'acqua diventa dura e chiara come cristallo -
- Quando respiro io - rispose il giovane - spuntano fiori su tutta la terra -
- Quando scuoto i miei lunghi capelli bianchi - aggiunse il Vecchio - la neve ricopre la terra. Al mio comando le foglie diventano brune e cadono dalgi alberi e il mio soffio le fa volar via.Gli uccelli acquatici si alzano dai laghi e migrano verso terre lontane. Gli animali cercano rifugio dal mio respiro e la stessa terra diventa dura come selce -
Il giovane sorrise.
- Quando io scuoto la chioma - disse - tiepide gocce di morbida pioggia cadono sulla terra. Le piante sollevano il capo gioiose. Il mio fiato fa sciogliere i ruscelli ghiacciati. Con la mia voce richiamo gli uccelli e dovunque io cammini, nei boschi, la loro musica riempie l'aria - .
E mentre il giovane stava ancora parlando, il sole salì più in alto nel cielo e un gentile calore avvolse il luogo.
L'Uomo del Gelo restò seduto in silenzio e ascoltò un pettirosso e un uccello azzurro cantare proprio sopra il suo wigwam.
Fuori i ruscelli ricominciarono a scorrere e la fragranza dei fiori si sparse sulle ali della brezza di primavera.
Il giovane guardò l'Uomo del Gelo e vide lacrime scorrergli dagli occhi.
A mano a mano che il sole riscaldava il wigwam, il Vecchio divenne sempre più piccolo, le lacrime scesero più copiose, e alla fine egli scomparve. Nulla restò del suo fuoco.
Al suo posto c'era un fiorellino bianco con il bordo rosa, quello che la gente chiama Bellezza di Primavera perchè è tra le prime piante che annunciano la fine dell'inverno e l'inizio della Primavera.

fiaba pellerossa