Un po’ di anni fa, ma non tantissimi, lungo il Ceno c’erano tanti mulini dove le persone dei vari paesi portavano a macinare grano, granoturco, castagne. In uno di questi mulini viveva Margherita, la figlia del mugnaio, che era una bambina molto curiosa.
Siccome non aveva fratelli, per trascorrere il tempo faceva domande spesso anche imbarazzanti alle persone che si fermavano ad aspettare che fosse pronta la farina.
Loro, per tenerla buona, le raccontavano delle favole che inventavano lì per lì.
Quella che a Margherita piaceva di più era “ La leggenda delle lucciole” che spiegava come fossero nati questi graziosi insetti che nelle notti d’estate fanno felici i bambini che li guardano stupiti e incantati. La leggenda narra che tanto tempo fa , in un bosco ai piedi del monte Penna, c’era un grandissimo alveare. Fra le migliaia di api che vi nascevano ogni giorno, ne nacque una che ben presto si rivelò essere una piccola regina. La regina madre, quando se ne accorse, la cacciò dall’alveare.
La povera ape, che era abituata a vivere fra tante compagne, si trovò sola e si mise a piangere. Pianse e pianse tanto che, durante la notte, la luna la sentì e le domandò che cosa avesse. Lei le raccontò la sua storia, la luna si impietosì e le regalò un po’ della sua polvere d’oro. L’ape allora tornò all’alveare e regalò un granello di quell’oro a molte sue compagne che la seguirono. Si formò così uno sciame di lucciole che da allora rischiarano molte notti d’estate.
inventata dai bambini del primo ciclo di Anzola


